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Michele Pennetta
Il Mio Corpo

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€ 4,99
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Due giovani diversi e simili dati in pasto al mondo senza preavviso

Oscar, poco più che bambino, recupera la ferraglia per suo padre che si occupa di rivenderla. Passa la sua vita tra le discariche abusive dove i rottami sedimentano. Agli antipodi, ma giusto accanto, c`è Stanley. Fa le pulizie nella chiesa del villaggio in cambio d`ospitalità e un po` di cibo. Coglie la frutta nei campi e accompagna il bestiame al pascolo, solo per tenere occupato il suo corpo venuto da lontano. Tra Oscar, il piccolo siciliano, e Staney, il nigeriano, nessuna similitudine apparente, salvo il sentimento di essere stati buttati in pasto al mondo, di subire lo stesso rifiuto, la stessa ondata soffocante di scelte fatte dagli altri.

Regia Michele Pennetta
Categoria:
Svizzera, Italia
2020
Per tutti
Per tutti
Visions du Réel 2020: Compétition Internationale Longs Métrages
ACID Cannes 2020
Make Dox 2020: Newcomers
Annecy Cinema Italien 2020
Encounters Documentary Film Festival 2020
Alice nella Città, Premio Raffaella Fioretta, Festa del Cinema di Roma 2020
Encounters Documentary Film Festival 2020
Annecy Cinema Italien 2020
Make Dox 2020: Newcomers
ACID Cannes 2020
Visions du Réel 2020: Compétition Internationale Longs Métrages

Dicono del film

"Un meraviglioso documentario che brucia senza far rumore." Variety

"Un’immersione nella poesia del reale." Le Monde

"Il sapore di un’umanità reale sotto il sole cocente della Sicilia." The Guardian

"Una parabola esistenziale e cinematografica di vibrante durezza." Rolling Stone

Specifiche tecniche

Durata Video
82'
Codice CG
PDW22329
Il Mio Corpo, coproduzione svizzero-italiana, è interamente ambientato nell'entroterra siciliano. Con questo lavoro Michele Pennetta prosegue la ricerca intrapresa in Sicilia nel 2013 con "'A Iucata" e ripresa nel 2016 con "Pescatori di corpi". Il Mio Corpo chiude idealmente questa trilogia siciliana in cui l'autore si è confrontato con una riflessione su illegalità e legalità. "Con questo nuovo film - dice Michele Pennetta - ho voluto raccontare la precarietà di giovani senza futuro e senza prospettive. In Stanley e Oscar c'era qualcosa che li accomunava. lo stesso sentimento di essere stati gettati in pasto al mondo senza preavviso, usando i propri corpi come unico strumento di sopravvivenza."

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