Ultimo episodio della “Trilogia della vita” scritto insieme a Dacia Maraini
Nel terzo capitolo della trilogia della vita Pasolini sublima l'intento già presente nel "Decameron" e ne "I racconti di Canterbury": mettere in primo piano il piacere del narrare. E lo fa attraverso le suggestioni immaginifiche del mondo arabo, i suoi colori, la vivacità di corpi che si cercano, si amano, vengono allontanati dagli eventi, e vedono la loro natura carnale lottare con il fuoco della propria anima. In un incastonarsi concentrico di storie, si genera l'incantamento, non dissimile da quello con cui ascoltavamo le fiabe...