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Occhi puntati su Ruben Östlund

Ruben Östlund, classe 1974, è indubbiamente uno dei registi più apprezzati del momento, due volte trionfatore a Cannes con la Palma d’oro, nonché prossimo presidente di giuria dell’edizione 2023, candidato ai Golden Globe e agli Oscar® e premiato ai festival di tutto il mondo.

Studia cinema all’Università di Göteborg, dove incontra tra gli altri il produttore Erik Hemmendorff con cui fonderà la Plattform Produktion. Il suo primo cortometraggio, 6882 ur mitt liv (Autobiographical Scene Number 6882) vince il Premio UIP a Edimburgo, mentre il debutto nel lungometraggio, Gitarrmongot (2004, The Guitar Mongoloid) ottiene il premio FIPRESCI al Festival di Mosca. Il suo secondo film, De ofrivilliga (2008, Involuntary) è presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e suscita l’attenzione della critica internazionale. Dopo l’Orso d’Oro a Berlino con il cortometraggio Händelse vid bank (2010, Incident by a Bank), con Play vince il premio Coup de Coeur alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes e il Nordic Council Film Prize 2012, finendo anche candidato al Premio LUX del Parlamento Europeo. La consacrazione arriva nel 2014 con Forza maggiore, accolto con entusiasmo unanime dalla critica e dal pubblico e vincitore del Premio della Giuria nella sezione Un Certain Regard a Cannes, nonché selezionato nella shortlist dell’Oscar® per il Miglior film straniero. Nel 2017 con The Square conquista la Palma d’Oro al Festival di Cannes e una candidatura all’Oscar®, rendendo il regista svedese uno dei nomi maggiori del cinema europeo. Il suo ultimo film, Triangle of Sadness, è accolto trionfalmente a Cannes 2022 gli fa ottenere una seconda Palma d’Oro, tre nomination agli Oscar®, ai Golden Globes, ed è premiato agli EFA (Miglior sceneggiatore europeo, Miglior attore europeo, Miglio film europeo, Miglior regista europeo).

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