
dai dispersi, il cui valore era diventato inestimabile, molto più preziose di tutti i beni che si possono possedere. Grazie al lavoro dei volontari, in pochi mesi sono state restituite ai proprietari più di 60.000 foto! La sorprendente storia di Masashi Asada, fatta di momenti di gioia condivisa, solidarietà e immancabile ottimismo, ha entusiasmato più di un milione di spettatori in Giappone.
IL FILM
Nella famiglia Asada tutti hanno un sogno nel cassetto: il padre avrebbe voluto fare il pompiere, il fratello maggiore il pilota di Formula 1 e la madre si è sempre immaginata come la moglie di un gangster della Yakuza! Masashi, il figlio minore, grazie ai sogni della famiglia riesce a realizzare il suo: affermarsi come fotografo, specializzandosi nel ritrarre con originalità altre famiglie, regalando loro ricordi indelebili. La carriera di Masashi subisce però un arresto quando il Giappone viene colpito dal terremoto del 2011. Intenzionato a fare qualcosa di utile, si unisce a un gruppo di volontari in un’importante missione: recuperare le foto e gli album di famiglia andati perduti nel crollo delle case e restituirli ai proprietari.
NOTE DI REGIA
Dopo aver vissuto, da Tokyo, il grande terremoto del Tôhoku nel 2011, mi sono detto che come regista un giorno avrei dovuto trattarlo attraverso un film. Ma non sapevo come, visto lo stile del mio lavoro. Mi sentivo come se non fossi la persona giusta per trasformare il vero dramma in finzione, ed ero bloccato. È stato allora che ho scoperto l’album fotografico Asadake! Sapevo di non voler fare un film su questo grande terremoto, che sarebbe cupo e triste. Raccontando l’intera storia passando attraverso i temi che mi ero prefissato, vale a dire “l’evoluzione del fotografo Masashi Asada” e la nozione di “famiglia”, sapevo che avrei potuto passare dall’umorismo al dramma senza che ciò causasse alcun problema. La prima parte intorno alla famiglia è divertente e calorosa, e sono convinto che è grazie a questo che nella seconda parte la perdita della famiglia diventa tanto più significativa. Ryôta Nakano



