Un rigoroso e crudo dramma giudiziario d’inchiesta che ricostruisce i misteri e i torbidi intrecci tra mafia e Stato nell’Italia del dopoguerra
Dopo la strage di Portella della Ginestra e la morte di Salvatore Giuliano, il luogotenente Gaspare Pisciotta si consegna alla giustizia, convinto di ottenere l'amnistia in virtù dei suoi legami con le istituzioni. Durante il processo di Viterbo decide di svelare i complotti tra banditismo, mafia e politica. Ma la sua verità fa troppa paura e, rinchiuso a Ucciardone, andrà incontro a un tragico destino.