Un graffiante e profetico ritratto del potere che, anticipando Tangentopoli, ha ridefinito il cinema politico italiano degli anni Novanta.
Luciano Sandulli, un onesto insegnante e ghostwriter, viene assunto dal corrotto e rampante ministro Cesare Botero per scrivergli i discorsi. Attirato inizialmente dal benessere economico, Luciano si scontra presto con il cinismo, il clientelismo e la profonda amoralità del potere. Quando scopre fino a dove si spinge la corruzione del suo datore di lavoro, decide di ribellarsi.