Alejandro Jodorowsky cineasta, scrittore, poeta e artista cileno, è una delle figure più poliedriche del panorama artistico contemporaneo.

Al cinema è approdato prima con alcuni corti, poi trasponendo un’opera teatrale di Fernando Arrabal Il paese incantato – Fando y Lis, anche se a dargli notorietà internazionale sono stati prima El Topo (1971) e poi La montagna sacra (1973) (in entrambi figura anche come attore protagonista).
Dopo il successo de La montagna sacra, Jodorowsky aveva in mente un progetto molto grande: portare sullo schermo con pellicola 70 mm il romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert. Il cast coinvolto era a dir poco interessante: musiche dei Pink Floyd, tra gli attori Dalì e Orson Welles, come scen
Dopo Santa sangre (1988) Jodorowsky ha girato nel 1991 Il ladro dell’arcobaleno con Omar Sharif; a seguire si è preso una lunga pausa come regista dedicandosi all’arte della psicomagia (una sorta di psicologia -filosofia che agisce attraverso happening e gesti rituali magici grazie anche all’ausilio dei tarocchi) e si è prestato al cinema come attore nel 2005 interpretando Ludwig van Beethoven in Musikanten di Franco Battiato e successivamente, nel 2007 tornando a recitare nei panni di sé stesso sempre per l’artista catanese in Niente è come sembra, mentre nel 2013 ha preso parte a Ritual – Una storia psicomagica, liberamente ispirato al suo romanzo autobiografico La danza della realtà. Ma è stato lui stesso a decidere di tornare sul grande schermo con un film tratto da questo libro, La danza de la realidad, selezionato al Festival di Cannes nel 2013, e con Poesia sin fin presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2016.







