* Campi obbligatori
Il tuo Compleanno ( Giorno / Mese )

Feralia: il cinema di Davide Cancila tra antichi medaglioni e il ritorno degli spettri

Con l’avvicinarsi del 21 febbraio, il cinema horror indipendente italiano torna a riflettere su una delle ricorrenze più oscure dell’antica Roma: i Feralia. Questa data segnava il momento culminante dei Parentalia, nove giorni in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si faceva sottile. Secondo la tradizione, se i vivi non avessero onorato i defunti con offerte di sale, pane bagnato nel vino e ghirlande, le anime degli antenati sarebbero state libere di vagare per le strade urlando la propria rabbia. È proprio su questo delicato equilibrio tra pace e tormento che Davide Cancila costruisce il suo secondo lungometraggio, intitolato significativamente Feralia.

Il film, nato dall’evoluzione di un precedente cortometraggio del regista, sposta il mito romano nel presente attraverso una narrazione densa di mistero. La vicenda ha inizio quando la protagonista, Lori, trova un antico medaglione romano e un diario nascosti in un mobile della sua nuova casa a Sesto Fiorentino. Indossare quel monile scatena forze ancestrali: durante la sera dei Feralia, Lori scompare nel nulla dopo un evento apparentemente banale, lasciando il compagno Sergio in una spirale di disperazione. La ricerca della verità porterà i protagonisti a confrontarsi con una figura mitologica inquietante, l’Egemone, un mostro supremo che incarna il terrore dell’oltretomba, realizzato con effetti speciali di grande impatto visivo.

Cancila rielabora il mito classico legandolo alla figura di Cerere, la “madre degli spettri”, e utilizza le atmosfere del cinema horror anni ’70 per dipingere un quadro dove il passato non è mai davvero sepolto. Le location giocano un ruolo fondamentale nel trasmettere questo senso di atemporalità: dalle suggestive vie cave di Sorano alla storica Biblioteca Roncioniana di Prato, ogni luogo sembra sussurrare segreti millenari. Il film diventa così un viaggio “oltre il tempo e la morte”, dove il rito antico serve a rimediare agli errori del presente e a cercare un contatto impossibile con chi non c’è più.

Feralia vanta un cast affiatato tra cui spiccano Alessio Cherubini, Federico Mariotti e Serena Bilanceri, ed è la prima produzione dell’etichetta Ikelos Film, fondata dallo stesso Cancila insieme alla direttrice della fotografia Noemi Ester Romani.

Celebrare i Feralia oggi attraverso l’opera di Cancila significa immergersi in un racconto che non cerca solo lo shock, ma esplora la necessità umana di placare le proprie “ombre” interiori. Mentre nell’antica Roma il 21 febbraio si chiudevano i templi per timore degli spiriti, il film di Cancila ci invita invece ad aprire quelle porte, mostrandoci che il legame con il passato è un tesoro pericoloso, spesso custodito nei luoghi più inaspettati, proprio come le antiche monete rituali che, nella pellicola, compaiono nel cesto di un derelitto.

Reset della tua Password

Registrati