
Tuttavia, per comprendere la portata di questo successo, è necessario guardare indietro alla sua straordinaria evoluzione artistica. Con Segreti di famiglia (Louder Than Bombs) del 2015, Trier aveva già dimostrato una rara sensibilità nel narrare il dolore silenzioso. Attraverso un cast internazionale guidato da Isabelle Huppert e Gabriel Byrne, il film esplora le onde d’urto provocate dalla morte di una madre all’interno di una famiglia. La capacità di Trier di frammentare la narrazione, alternando ricordi e realtà presente, trasforma il dramma in un’analisi psicologica profonda sulla difficoltà di comunicare tra padri e figli, rendendo il non detto il vero protagonista della scena.

Il successo mondiale definitivo arriva però con La persona peggiore del mondo (2021), capitolo finale della sua “Trilogia di Oslo”. Attraverso i dodici capitoli che compongono la vita di Julie, Trier firma un manifesto generazionale sulla precarietà dei sentimenti e delle ambizioni nell’età adulta. Il film brilla per la sua capacità di passare dalla commedia brillante alla tragedia esistenziale, catturando quegli istanti di indecisione che definiscono chi siamo. La performance di Renate Reinsve, che per questo ruolo ha vinto il premio come miglior attrice a Cannes, ha creato un legame indissolubile con il regista, che oggi con Sentimental Value sembra voler approfondire ulteriormente quella poetica del quotidiano fatta di rimpianti e piccoli momenti di grazia.



